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Tra le opere esposte per la mostra La proporzione aurea, aperta fino al 10 dicembre prossimo, spicca la "Summa de aritmetica" di Luca Pacioli, un testo capitale per la storia della matematica.
Tra le opere di Luca Pacioli esposte presso Palazzo Cordellina della Biblioteca Bertoliana di Vicenza, nella sezione documentaria della mostra La proporzione aurea aperta fino al 10 dicembre prossimo, spicca la Summa de aritmetica, geometria, proportioni et proportionalità. Un testo, che reca la data 1494, stampato a Venezia da Paganino Paganini.
Con quest’opera, osservava Ludovico Geymonat nella sua Storia del pensiero scientifico, Pacioli ha il merito di «saper diffondere tra vasti strati l'interesse per la matematica, e soprattutto la conoscenza dell'algebra, al livello, già notevole, a cui l'aveva portata Fibonacci».
Inoltre, Pacioli comincia a introdurre nelle espressioni algebriche, «alcune felici abbreviazioni, avviando tale scienza verso la cosiddetta scrittura sincopata. Se gli algebristi italiani del Cinquecento a realizzare nello studio delle equazioni straordinari progressi, bisogna riconoscere che è stato Luca Pacioli a preparar loro efficacemente il terreno».
Quanto al significato che egli attribuisce alla matematica, per Geymonat «sono degne di nota le sue oscillazioni fra due interpretazioni pressoché antitetiche: in taluni casi accoglie con disinvoltura le più caratteristiche istanze del neoplatonismo umanistico, cercando nei numeri recondite qualità mistico-magiche; in altri casi invece interpreta la matematica in funzione essenzialmente tecnica» e nella Summa si preoccupa perfino di esporre il cosiddetto metodo della partita doppia.
Un metodo che, spiega il professor Luigino Bruni, ha contribuito a dare lustro alla storia della contabilità e del pensiero economico.